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In questo mondo libero... DVD. Con libro |
Libri |
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| Il film narra la vicenda di Angie e dell'amica Rose. Angie è un mostro che sembra non accorgersi di esserlo. In lei convivono il bisogno di riscatto, la generosità e la più fredda e letale determinazione. E una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un'agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme a Rose apre, nella cucina di casa sua, un'agenzia di lavoro interinale. Il confronto con la realtà dell'immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte non sempre facili. | |
| Editore: | Feltrinelli | | Autore: | Loach Ken, Laverty Paul | | Argomento: | Libri Sport e Spettacolo | | Anno: | 2008 | | Collana: | Le Nuvole | | Informazioni: | pg. 147 | | Codice EAN: | 9788807730184 |
Opinione di Horst Heiko su In questo mondo libero... DVD. Con libro , 06/05/2008
Voto: 
E’ difficile parlare lucidamente di un film di Ken Loach, soprattutto perché il regista britannico non aiuta a farlo, con il suo essere sempre e volutamente di parte, con la brutale rappresentazione di una realtà sociale ormai disfatta e sempre peggiore, con la rappresentazione di personaggi spesso tagliati con l’accetta. Difficile appunto, quando si recensisce un film di Loach la cui tematica sia di stampo sociale, non cedere alle sue provocazioni e parlare di politica, anziché limitarsi a discorrere di cinema. Bisogna però dire che in questa pellicola un tentativo di conciliare diverse visioni del mondo c’è: il personaggio di Angie si presterebbe a interpretazioni non monocordi, risultando simpatica nei suoi goffi tentativi di crearsi una vita migliore e diabolica quando le sue asprezze prendono il sopravvento, e a tratti il film scende verso i lidi della commedia e dell’ironia, cui Loach ci aveva disabituato da tempo. E se la strada intrapresa fosse stata più marcatamente segnata da una leggerezza solo sfiorata, si potrebbe pensare a un ritorno del Loach più autenticamente cineasta (quello di Riff raff, si può dire): purtroppo gli spunti che il personaggio di Angie incarna non vengono sviluppati compiutamente, ed anche i personaggi di contorno (il padre con le sue illusioni sui posti garantiti, il ragazzo polacco con cui Angie ha una liaison accennata) si limitano a poche battute scontate e poco più. Forse sarebbe il caso di cambiare uno sceneggiatore come Paul Laverty, che ha accompagnato Loach nel suo periodo discendente (da La canzone di Carla in poi) salvo pochi sprazzi come Il vento che accarezza l’erba, vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2006. Forse la senilità si è abbattuta ormai sul regista inglese come un temporale che annebbia lo sguardo. Oppure forse (e questa è la risposta più probabile) la realtà è talmente complessa che ridurla in canoni del secolo scorso è impossibile solo in quanto semplicistico e banalizzante. La colpa non è certo di Loach, ma delle multinazionali che lui da sempre ha combattuto, e in questo senso la “necessità” del suo cinema è ancora più pressante; uno sguardo più acuto, e anche più coraggioso, porterebbe a un prodotto meno di laboratorio e più sfaccettato.
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