Libro: Il Codice Da Vinci di Brown Dan, Mondadori
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Il Codice da Vinci

Versione: Libri
Il Codice da Vinci

Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare...... leggi la trama completa

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Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.
Autore:Brown Dan
Collana:Omnibus
Editore:Mondadori
Argomento:Gialli, Horror, Thriller, Noir
Anno:2003
Informazioni:pg. 523
Codice EAN:9788804523413
Il Codice da Vinci - Recensioni
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Eugenio
06/06/2011
Voto 1 1 su 5

Mi associo a Marco e Gianluca... questo libro è una stupidaggine (cagata) "ultraterrena" ...l'inizio è buono e anche avvincente ma a mano a mano che si prosegue nella lettura affiorano, oltre agli sbadigli, delle grosse incongruenze sia a livello di trama che di ipotesi sul Santo Graal... una grossa delusione e il sospetto che a Dan Brown non gliene frega nulla di Cristo e della Madonna ma bensì gli interessino solo i dollaroni (e i nostri €) :-) Ciao a tutti e alla prossima!! P.S. Comprate subito "La Sottile Linea Scura" di Landsdale e "Sognavo di Correre Lontano" di McLarty... questi qui sì che vale la pena leggerli!!

Luca Antonio
06/06/2011
Voto 5 5 su 5

Non pensavo che il libro di Brown potesse suscitare polemiche religiose così accese!! Vi segnalo questo intervento di Introvigne, noto studioso di sette religiose e new age, molto ascoltato dal mondo cattolico a commento del Codice Da Vinci. Comunque il libro è molto interessante es avvincente. 1. L'anti-cattolicesimo come «ultimo pregiudizio accettabile» Immaginiamo questo scenario. Esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l'illuminazione, non ha condotto la vita di castità  che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità  buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità  i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni - che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) - era in realtà  il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità  del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l'omicidio. Pubblicato, il romanzo non passa inosservato. Autorità  di tutte le religioni lo denunciano come un'odiosa mistificazione anti-buddhista e un incitamento allo scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione è vietata, fra gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui è proposta una versione per il grande schermo, cacciano a pedate l'autore e considerano l'intero progetto uno scherzo di cattivo gusto. Lo scenario non è vero, ma ce n'è uno simile che è del tutto reale. Solo che non si parla di Buddha, ma di Gesù Cristo; non della comunità  buddhista, ma della Chiesa cattolica; non di Suzuki e del suo ordine zen ma di san Josemarà­a Escrivà¡ (1902-1975) e dell'Opus Dei da lui fondata; non del Dalai Lama ma di Papa Giovanni Paolo II. Il romanzo in questione ha venduto tre milioni e mezzo di copie negli Stati Uniti, è sbarcato anche in Italia e la Sony ne sta traendo un film, che sarà  diretto da Ron Howard e per cui è già  cominciata una propaganda internazionale. Come è stato correttamente osservato dallo storico e sociologo americano Philip Jenkins, il successo di questo prodotto è solo un'altra prova del fatto che l'anti-cattolicesimo è «l'ultimo pregiudizio accettabile» (1). 2. «Il Codice da Vinci» e il Priorato di Sion Il Codice Da Vinci (2) mette in scena una caccia al Santo Graal. Quest'ultimo - secondo il romanzo - non è, come la tradizione ha sempre creduto, una coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, ma una persona, Maria Maddalena, la vera «coppa» che ha tenuto in sè il sang rèal - in francese antico il «sangue reale», da cui «Santo Graal» -, cioè i figli che Gesù Cristo le aveva dato. La tomba perduta della Maddalena è dunque il vero Santo Graal. Apprendiamo inoltre che Gesù Cristo aveva affidato una Chiesa che avrebbe dovuto proclamare la priorità  del principio femminile non a san Pietro ma a sua moglie, Maria Maddalena, e che non aveva mai preteso di essere Dio. Sarebbe stato l'imperatore Costantino (280-337) a reinventare un nuovo cristianesimo sopprimendo l'elemento femminile, proclamando che Gesù Cristo era Dio, e facendo ratificare queste sue idee patriarcali, autoritarie e anti-femministe dal Concilio di Nicea (325). Il progetto presuppone che sia soppressa la verità  su Gesù Cristo e sul suo matrimonio, e che la sua discendenza sia soppressa fisicamente. Il primo scopo è conseguito scegliendo quattro vangeli «innocui» fra le decine che esistevano, e proclamando «eretici» gli altri vangeli «gnostici», alcuni dei quali avrebbero messo sulle tracce del matrimonio fra Gesù e la Maddalena. Al secondo, per disgrazia di Costantino e della Chiesa cattolica, i discendenti fisici di Gesù si sottraggono e secoli dopo riescono perfino a impadronirsi del trono di Francia con il nome di merovingi. La Chiesa riesce a fare assassinare un buon numero di merovingi dai carolingi, che li sostituiscono, ma nasce un'organizzazione misteriosa, il Priorato di Sion, per proteggere la discendenza di Gesù e il suo segreto. Al Priorato sono collegati i templari - per questo perseguitati - e più tardi anche la massoneria. Alcuni fra i maggiori letterati e artisti della storia sono stati Gran Maestri del Priorato di Sion, e alcuni - fra cui Leonardo da Vinci (1452-1519) - hanno lasciato indizi del segreto nelle loro opere. La Chiesa cattolica, nel frattempo, completa la liquidazione del primato del principio femminile con la lotta alle streghe, in cui periscono cinque milioni di donne. Ma tutto è vano: il Priorato di Sion sopravvive, così come i discendenti di Gesù in famiglie che portano i cognomi Plantard e Saint Clair. 3. «Fiction» o storia? Molti obiettano a qualunque critica del romanzo che si tratta, appunto, di fiction che in quanto tale non è tenuta a rispettare la verità  storica. Questi critici hanno semplicemente dimenticato di leggere la pagina Informazioni storiche, dove Brown afferma che «tutte le descrizioni [...] di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà » (3), e si fondano in particolare sul fatto che «nel 1975, presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, sono state scoperte alcune pergamene, note come Les Dossiers Secrets» (4) con la storia del Priorato di Sion. La parte che anche l'autore presenta come immaginaria ipotizza che il Priorato oggi si appresti a rivelare il segreto al mondo tramite il suo ultimo Gran Maestro, un curatore del Museo del Louvre che si chiama Jacques Saunière. Per impedire che questo avvenga, Saunière e i suoi principali collaboratori sono assassinati. Uno studioso di simbologia americano, Robert Langdon, è sospettato dei crimini, ma una criptologa che lavora per la polizia di Parigi - Sophie Neveu, la nipote di Saunière - crede nella sua innocenza e lo aiuta a fuggire. Il lettore è indotto a credere che responsabile degli omicidi sia l'Opus Dei, ma le cose sono più complicate. Sul conto di questi istituto si ripetono le più crude «leggende nere», cento volte smentite, ma dure a morire, desunte dalla letteratura internazionale che lo critica, esplicitamente citata. Nel romanzo, un nuovo Papa progressista ha deciso di rescindere i legami fra la Chiesa e l'Opus Dei che risalgono a Papa Giovanni Paolo II, e il prelato dell'Opus Dei accetta la proposta che gli proviene da un misterioso «Maestro»: pagando a questo personaggio una somma immensa, potrà  ricattare la Santa Sede impadronendosi delle prove del segreto del Priorato di Sion - cioè della «verità » su Gesù Cristo - e minacciando di rivelarle al mondo. Un ex-criminale, ora numerario dell'Opus Dei, è «prestato» al Maestro, e proprio quest'ultimo lo spinge a commettere una serie di crimini. In realtà , il «Maestro» lavora per sè stesso: è un ricchissimo studioso inglese, anti-cattolico, che vuole rivelare il segreto al mondo e accusa il Priorato di tacere per timore della Chiesa. Fra morti ammazzati, enigmi e inseguimenti Robert Langdon e Sophie - fra i quali nasce anche l'inevitabile storia d'amore - finiscono per scoprire la verità : la tomba della Maddalena è nascosta sotto la piramide del Louvre, voluta dall'esoterista e massone presidente francese Franà§ois Mitterrand (1916-1996), ma il sang rèal scorre nelle vene della stessa Sophie, che è dunque l'ultima discendente di Gesù Cristo. 4. Errori e mistificazioni Solo la diffusa ignoranza religiosa spiega come qualcuno possa prendere sul serio un tale cumulo di affermazioni a dir poco ridicole. Ci sono testi del primo secolo cristiano dove Gesù Cristo è chiaramente riconosciuto come Dio. All'epoca del Canone Muratoriano - che risale circa al 190 d.C. - il riconoscimento dei quattro Vangeli come canonici e l'esclusione dei testi gnostici era un processo che si era sostanzialmente completato, novant'anni prima che Costantino nascesse. Quanto alla Maddalena, lo gnostico Vangelo di Tomaso, che piace tanto a Brown, ben lungi dall'essere un testo proto-femminista ne fonda la grandezza sul fatto che «[...] si fa maschio» (5). A Simon Pietro che obietta «Maria deve andare via da noi! Perchè le femmine non sono degne della Vita» (6), Gesù risponde:

gabriele
06/06/2011
Voto 5 5 su 5

Da un punto di vista puramente letterario, "Il Codice Da Vicni" è un buon romanzo. In sè racchiude una quantità  di elementi che gli conferiscono diverse sfaccettature, da una più evidente impronta avventurosa ad una misteriosa e a tratti d'azione. E' un ottimo thriller a sfondo storico-religioso, piacevole, coinvolgente e interessante, condotto da un climax costantemente alto fin dalle primissime battute. Poichè di un romanzo si tratta, e più precisamente di un racconto thriller, bisogna dare atto al suo autore, Dan Brown, di aver creato un racconto di qualità , degno del successo conseguito nei mesi scorsi. Non si può però trascurare l'entità  dei suoi contenuti narrativi, riguardanti un tema estremamente delicato, sulla base del quale è inevitabile il suscitarsi di giudizi, pregiudizi e critiche. Gli elementi storici e religiosi che fanno da tema di fondo della narrazione, toccano i fondamenti della cristianità , ponendoli in una luce ben diversa dal consueto. Chi è stato tanto critico nei confronti del romanzo di Brown, probabilmente si è semplicemente indignato nel leggere le sue supposizioni sulle origini del cristianesimo. Comprensibile. Ma vorrei ricordare a costoro che "Il Codice Da Vinci" è un romanzo thriller, non un libro sacro, non una riedizione corrotta della Bibbia. Il fatto che un romanzo, una lettura di piacere, ponga in maniera diversa i fondamenti della religione cristiana non significa niente. Non significa che quanto narrato sia vero. E non significa, soprattutto, che chi legge debba crederci. Quante esagerazioni della realtà  sono state rappresentate nella storia, tra libri, racconti, film, opere di vario genere. Quante volte qualcuno ha fondato su argomenti veri storie inventate, o narrazioni ipotetiche, o teorie sostenute da alcuni e denigrate da altri. In verità  azioni simili sono state compiute innumerevoli volte, in base ad argomenti magari più terreni, e chissà  quanti di noi se ne sono compiaciuti, le hanno apprezzate, senza porsi il minimo dubbio sulla loro effettiva veridicità . "Il Codice Da Vinci" non fa altro che la medesima azione, basandola però su un argomento ben più delicato del solito. Personalmente penso, per concludere, che chiunque sia sufficientemente istruito e razionale da essere convinto in ciò che crede possa solo trarre, dalla lettura de "Il Codice Da Vicni" utili spunti di riflessione, non per dubitare, ma per soffermarsi più approfonditamente su un tema che tante volte la vita materiale pone in secondo piano.

Michael
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Ho appena finito di legggere il libro in oggetto. Iniziato, mi ha appassionato subito fino a non dormire la notte pur di finirlo. Una trama incalzante, con una giusta alternanza tra le vicende dell' avventura e gli approfondimenti che da essa vengono tratti. Non posso esprimere giudizi sugli argomenti trattati, dato che, essendo parte integranti della storia, rivelerebbero ben presto il contenuto del libro, e non e' giusto, togliere, a chi vorra', il gusto e l' emozione di scoprire, pagina dopo pagine, gli intrecci di questo ottimo libro. Posso solo dire che esso induce a iniziare una ricerca, perche' tratta di argomenti che coinvolgono tutti noi. Induce a riflettere e approfondire aspetti importanti della nostra fede religiosa. Non considero il libro blasfemo; anzi e' un' opera dove la spiritualita' e l' amore per la conoscenza sono trattati con il dovuto rispetto. E' mia intenzione ora leggere le fonti cui fa riferimento il libro e pormi alcune domande. La cui risposta dara' maggiore chiarezza ad aspetti relativi alla fede e alla religione, alla comprensione di tanti eventi del passato, i quali, nella loro grandezza, coinvolgono tutti.

giulio
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

E' un romanzo decisamente avvincente: si legge tutto d'un fiato perchè un capitolo tira l'altro e la trama è costruita veramente bene; ci sono varie "scene d'azione" ed il lettore viene trasportato continuamente dall'una all'altra a ritmo frenetico. Numerosi anche i flash-back, che contribuiscono ad aumentare la suspance. Le descrizioni dei luoghi sono molto ricche e particolareggiate: chi legge, a mio avviso, ha veramente l'impressione di "esserci". Interessantissimi anche i riferimenti all'arte (consiglio di leggere il romanzo tenendo a portata di mano delle riproduzioni dei dipinti di Leonardo che vengono citati) e alla simbologia. L'unica nota negativa riguarda i personaggi: purtroppo non vengono caratterizzati affatto, quindi risultano privi di spessore: sembra che l'autore li usi soltanto come "mezzi" per raccontare la trama. Per quanto riguarda le critiche verso la chiesa cattolica e i riferimenti alla storia di Gesù, credo che l'intenzione dell'autore non sia stata quella di scrivere una nuova Bibbia ma di invitare il lettore a riflettere che la storia è stata scritta da uomini e, quindi, ad usare il proprio cervello per interpretarla anzichè limitarsi a prendere per buono ciò che viene imposto dalle "autorità ", religiose o politiche che siano. Nel complesso, quindi, un ottimo libro che consiglio vivamente di leggere perchè stimola la curiosità  e la voglia di "saperne di più".

valerio
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Cara Donatella, forse gli americani avranno gusti diversi da noi, ma il libro più letto in assoluto negli USA è la Sacra Bibbia!

luca
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

direi con poche parole, un libro pieno di emozioni, con una storia... che potrebbe essere vera... e una domanda e se lo fosse??? cmq da leggere....

daniele
29/01/2008
Voto 4 4 su 5

Un bel libro indubbiamente! A me è piaciuto molto. Al di là  che si possa credere sul priorato, sui massoni ecc... ma la trama e la suspance non mancano! Poi, come al solito è una questione di gusti

Donatella
29/01/2008
Voto 2 2 su 5

Tratta di argomenti interessanti, ma presenta alcuni difetti enormi: si basa interamente sulla storia dei templari; la narrativa è orribile, non sono riuscito a leggerlo da quanto mi annoiava e vi assicuro che è un caso eccezionale avendo resisitito a biografie di enrico ottavo molto più lunghe, gli argomenti non sono affatto nuovi e le cose principali (e non le minuzie che tanto non ricorderà  nessuno) le si sapevano già . Argomenbti iunteressanti, ma narrativa insufficente, a questo punto meglio comprarsi un saggio che parli dell'argomento come ne stanno uscendo molti ultimamente. Alla fin fine ha avuto successo da noi perchè ha avuto pubblicità  dall'enorme successo in U.S.A. ma si sa che lì l'ignoranza li porta ad osannare libri mediocri per contenuti per niente nuovi.... spero che chi dice che sia bello legga molto, perchè se questo vi è piaciuto come storia.... un racconto di un ragazzino vi dovrebbe coinvolgere in un modo surreale!

Gaetano
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Ragazzi... un thriller davvero ben fatto! Non sono affatto d'accordo con te, Donatella. Anzi, secondo me hai sbagliato libro! ^_^ Tutto è scritto alla perfezione al punto da non riuscire più a comprendere dove si ferma la "realtà " e inizia la "fantasia"... forse il finale poteva essere migliore, ma è solo una mia personalissima opinione. In sostanza: GRANDE!!!

Marianna
29/01/2008
Voto 3 3 su 5

Sinceramente non so com'è il libro ho inserito un giudizio quasiasi...ma visto che nn costa poco mipiacerebbe vedere qualche recensione prima di acquistarlo

ANDREA
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

QUESTO LIBRO E' STUPENDO!!!

Massimo
29/01/2008
Voto 4 4 su 5

ottimo romanzo e sottolineo romanzo, quindi se ci sono degli strafalcioni storici non fa nulla!!

francesco
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Libro letto 2 volte. Non ci vogliono molte parole per definire romanzo ed autore. Eccellenti entrambi!!

Gianluca
29/01/2008
Voto 1 1 su 5

Un libro mediocre, che cavalca tematiche "alla moda", cedendo vistosamente a contaminazioni new age e indugiando su argomenti abusati. Un'opera semplicemente commerciale, un'operazione di "velenoso" marketing, niente più Sovente, il delirio. Davvero, delusione profonda è ritrovarsi alle prese con assurde congetture circa la vera natura di Cristo, con assunzioni decisamente denigratorie verso la chiesa - al di là  del credo personale, stupisce come un testo del genere non abbia adirato le folle, laddove un libro mirante e demonizzare qualsiasi altro credo o cultura avrebbe fatto "stracciare" le vesti a legioni di lettori. Sul piano meramente narrativo, il libro riesce a creare una buona tensione fino a metà ; da qui, è una caduta verticale, un annaspare continuo cercando disperatamente appiglio da qualche parte, tirando in ballo appunto la storia di Cristo secondo Brown, con risultati macchinosi, sovente noiosi e di mero esercizio letterario. La fine poi, monumentalmente dilettantistica. Un libro capace di deludere profondamente il lettore vero, abituato a confrontarsi con opere intelligenti ed argute. Un testo, per concludere, che poteva aver successo solo grazie al ben noto languire dell'amore per la lettura che regna oggigiorno

Andrea
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Cara Donatella, sono daccordo con te solo quando dici che tratta di argomenti interessanti. Sono stupefatto dalla tua affermazione secondo la quale non riuscivi a leggerlo per quanto ti annoiava??!! Presupponendo che tu abbia comprato il libro vorrei sapere che cavolo ti aspettavi di trovare in un libro che sulla copertina porta la dicitura "thriller"? Forse non sono il tuo genere di libri e sarà  il caso in futuro di accontentarti di biografie di enrico ottavo che sembrano coivolgerti di più. Sono anni che studio i Templari, e la Massoneria più in generale, e trovare un autore che riesca a fondere magnificamente storia e fantasia mi ha spinto a leggere il romanzo tutto di un fiato. Si possono muovere critiche di ogni genere a questo libro, dipende da come la pensiamo su argomenti che non è il caso di discutere qui, ma dire che non è coinvolgente mi sembra una critica assurda. Ottimo libro che cattura l'interesse del lettore dall'inizio alla fine grazie ad una trama avvincente. Saluti a tutti!!

Giuseppe
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Buono il ritmo, buona la narrazione. Ottima trama. Ma insomma è un thriller, non è un trattato di storia ! Introvigne da buon tradizionalista non accetta nessun pensiero che non segua pedissequamente quello cattolico. Sono convinto che se fosse stato nella "giuria" dell'inquisizione ( che mi pare sia esistita veramente...e abbia fatto diverse migliaia di morti...) Intrrovigne avrebbe certamente condannato Brown per eresia. Come ultima nota.... Buddha ha avuto veramente moglie e figli.., e non è importante per i buddhisti la sua castità  !! ma la via che ha indicato, che è del tutto personale... e accetta (di buon grado) anche la pratica sessuale tanto indigesta ai cattolici come scritto sul libro che dice solo la verità  nei confronti dei cattolici ! ( e dell'Opus Dei..) E poi possibile che non si possa leggere un libro senza polemiche ???

Marco
29/01/2008
Voto 1 1 su 5

Questo libro è una presa per il culo colossale. E' una merda cosmica e lo scrittore è un cane. Usate le pagine per accendere i barbecues.

Ilja
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Spettacolare ed avvincente. Enigmi, suspence ed incalzanti colpi di scena vi emozioneranno contro ogni aspettativa. Chi l'ha giudicato noioso temo sia sopraffatto dalla quotidianità  della vita, intento più a "sopravvivere" che "vivere" in tal misura da non accorgersi della straordinaria fantasia di questo autore.

Mario Massimiliano
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Davvero avvincente. Aldilà  delle proprie convinzioni religiose, io lo ritengo un ottimo libro da leggere senza pausa. Vale la pena averlo nella propria libreria.

Martino
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

credo Che Come Fino Ad ora sia molto appassionante ma non credo che sia solo frutto di immaginazione, ma logicamente in un triller e una cosa molto coerente anche perche se' nò non avrebbe avuto successo sarebbe stato considerato un documentario invece di un triller. in ogni caso credo che sia molto appassionante e consiglio di leggerlo subito con attenzione e fatevi coinvolgere altrimenti non potrete apprendere tutto come vuole farlo apprendere dan brown

Fabio
29/01/2008
Voto 4 4 su 5

Non me la sento di dare un giudizio dell'argomento trattato, però posso dire che il libro è molto avvincente ed affascinante. E' scritto in un modo impeccabile ed inserisce suspense nei punti giusti. Lo consiglio a tutti gli amanti di thriller, che sanno di passare notti insonni per poter arrivare presto alla fine del libro.